Se fossi un troiano, sarei Cassandra. Chi se ne frega degli eroi esagitati con tutte le loro fisime da Dei convinti che ostentano sapere, volere e tenacia? Sai che noia! Io voglio la resa davanti all’evidenza. Il miracolo senza cui non si puo’ stare. Io voglio un altare di pietra e pelli di bestie scannate. Conciate. E grezza, la lana, voglio intorno al collo. Voglio i velli e i confini del non ritorno. Voglio crescere come l’edera sui muri, voglio improvvisamente comparire. Come la bellezza sa fare, come tutti fingono di capire. Hai davanti quattro carte questa notte, ognuna e’ un destino. Ci sono quattro tarli diversi, c’e’ il fuoco del camino e Cassandra si piega in avanti e sorride allungando la mano. Prende dal tavolo un foglio di carta e i colori, e saluta con lo sguardo distratto. S’affaccia sospesa sul pozzo, infinito. Socchiude le labbra, non ha piu’ saliva. E qualcosa le parla, e’ una voce, sicuro, ma bisognerebbe provare. Qualcuno crede che attinga, mentre lei strilla, perche’ e’ la sua stessa vita a farle cosi’ tanto male. E nessuno la stima. Nessuno le dà retta. Nessuno le bacia la bocca rossa come la terra. Nessuno la trapassa senza lasciare impressioni, niente l’attraversa abbastanza in fretta. Cassandra ha gli occhi svelti che accolgono il tempo, e la neve e la legna e i turbini grigi sulla sciarpa, prima ancora che arrivi l’inverno.

Leave me alone, Cassandra


(immagine di copertina: Francesca Anita Modotti)

sabato 10 novembre 2012

METALLICA 4 - E INTANTO MI RICORDI SAPIENTE CHE QUESTA VITA DIMENTICA

(CONTINUA DA QUI http://eromalass.wordpress.com/2012/11/02/metallica-3-sulluscio-del-nostro-regno/ )

Metallica. I freni mordono i binari, si tendono i cavi. Il burattino, issato al soffitto, svanisce nel fuoco di prospettiva assieme al capo del prelato e al letto grande che occupa quasi tutto lo spazio, li’, proprio nel punto in cui arriva col becco un cigno a sventare il disastro. E tuttavia il cigno e’ in ritardo, s’e’ perso nel leggere un nome sopra al cartello della stazione, a spiare un maglioncino e mille altri ammennicoli da disperate disuguaglianze, a racimolare le distanze, le fissazioni, le emozioni scontate, rincarando la dose con qualche commento infelice. Con un pargolo dentro una scatola depositata a pochi metri dal nido. Dimenticata come una promessa o come una cesta di olive in questo universo metallico. Cubi di latta al posto del cranio e del cuore dove ogni sillaba cozza e sballa, ogni visione distorce, tutto acquieta o sobilla, a seconda della situazione.
Cosi’ la signorina spagnola dice… mi hai fatto la prima lezione di politica della vita. Povera creatura, penso io. E intanto cucino vasetti dentro pentoloni bigi, in un sogno, non qui, non ora dove io muoio di delusione se cadi, ma piu’ ancora mi spengo e mi assento sopra il tuo dolore che mi spreme le ossa, e diocane imprecare non basta, non basta a dire che questo universo e’ vuoto, che non c’e’ logica, non c’e’ morale, non c’e’ etica. C’e’ solo un giorno identico a se stesso, sempre uguale nei momenti in cui fuori piove e  batte l’acqua sui tetti e tu dormi serena, e nei momenti in cui il sole s’abbassa oltre la valle e ti splende il sorriso, che scegli ogni volta come solo tu sai scegliere le cose. E intanto mi insegni, sapiente, che questa vita dimentica. Dimentica il cruccio e il vantaggio di non essere la sola.
Ecco, adesso e' la stazione, quella giusta, quella in cui mi baci d'istinto e io amo il tuo istinto, e balliamo al binario cantandoci in bocca,  e giriamo e ridiamo e, insomma, non siamo piu' soli, e ci fermiamo a ogni angolo di questo istante, ci nascondiamo ridendo, facciamo ad acchiapparci e viviamo insieme di quello che resta, di quello che avremo, di quello che e’, di questi universi nascosti in cui si va per fare l’amore e di quello che la gente chiama per sempre, guardando altrove.

(il pezzo METALLICA, completo, sta QUI )

26 commenti:

  1. La vita dimentica ma si recidiva uguale e identica, è il giorno dei cigni e dei sogni :)

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    1. sara' meglio non prendere l'autobus...

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    2. no, no, per noi solo treni e binari (cip cip cip)

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  2. Le dichiarazioni d'amore continuano. Alla fine sei meno pessimo di quel che dici :P

    P.S.
    perché questo carattere ingrandito?

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    1. io non sono pessimo. o almeno, non dico di me di essere pessimo. in realta' "al pessimo esempio" e' la fine di un brindisi che facevo con un compagno portoghese. si brindava alla vita, alla passata e a quella cvhe deve venire. e al pessimo esempio dei potenti che sputtana il potere.-- :)

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    2. ah... ecco svelato l'arcano. Ed ecco come ognuno (in questo caso io) costruisce un film che parla degli altri appoggiato alla propria esperienza del mondo.

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    3. sono pieno di parole che cadono stamattina... :)

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  3. cazzo...dimenticavo! ho apprezzato anche il diocane.

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    1. (la Carpa mi ha mandato anche una foito. ad avercela avuta prima l'avrei insertita... e' l'immagine del diocane...)

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    2. il carattere ingrandito e' una bizza di blogger...

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    3. Era una chicca. L'avrei mandata pure a lui potendo. Comunque smettila di chiamarmi carpa!!!

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    4. ma se e' il nomignolo piu' carino con cui ti chiamo!!! preferisci un ultimo conio...? (disse il Maligno con tono minaccioso...)

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    5. mhm ... lasciamo perdere le alternative eh ...

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  4. Godere d'istinto di ogni istante.

    (forse è arrivato il momento di comprare un paio di occhiali ...)

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    1. li ho comperati. due euro dai cinesi. ma mi scordo dove li poggio.

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    2. Beh di sicuro non dove devono essere. Ciecato! (oltre che vecchio e smemorato :))

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    3. dai ci... guardo dopo... :)

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    4. dai ce ... la puoi fare ... :)

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  5. Alpexes pessimista???Io lo trovo decisamente antidepressivo!

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  6. ...ma se bestemmi sul blog non sei eliminatpo, come nei reality?

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    1. non lo so, ma nel caso ne apro uno dedicato alle imprecazioni ludiche. cmq penso dipenda dalla voglia di leggere che hanno i bigottoni baciapile censori nazi-inquisitori amanti dell'acrobata o di qualche altro invasato profetico antico o moderno, tanto per cominciare.

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    2. Sto morendo dal ridere …
      Mio nonno, il cattolicissimo, bestemmiava in continuazione e mia nonna, la cristianissima, mi ripeteva che poi andava in Chiesa a confessarsi e tutto veniva perdonato. Ed è stato “espulso” dalla vita reale dopo tanti anni passati in giro a bestemmiare. Si vede che le regole del gioco non le rispettavano allora. Meno male che ora ci sono i reality.
      Bon comunque direi che se ti confessi pubblicamente, pur essendo un pessimo esempio, puoi fare qualsiasi cosa e assurgerai poi al mondo dei cieli del blog dove potrai godere della compagnia di tutti i baciapile bigottoni di blogger.

      Anubi God Dog

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    3. Supporto emotivamente la tesi qua proposta.
      Dite amen fratellini!

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    4. x Random... che culo.

      x Pata... occhio alla compartecipazione psichica ... sono tempi tesi.

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