Se fossi un troiano, sarei Cassandra. Chi se ne frega degli eroi esagitati con tutte le loro fisime da Dei convinti che ostentano sapere, volere e tenacia? Sai che noia! Io voglio la resa davanti all’evidenza. Il miracolo senza cui non si puo’ stare. Io voglio un altare di pietra e pelli di bestie scannate. Conciate. E grezza, la lana, voglio intorno al collo. Voglio i velli e i confini del non ritorno. Voglio crescere come l’edera sui muri, voglio improvvisamente comparire. Come la bellezza sa fare, come tutti fingono di capire. Hai davanti quattro carte questa notte, ognuna e’ un destino. Ci sono quattro tarli diversi, c’e’ il fuoco del camino e Cassandra si piega in avanti e sorride allungando la mano. Prende dal tavolo un foglio di carta e i colori, e saluta con lo sguardo distratto. S’affaccia sospesa sul pozzo, infinito. Socchiude le labbra, non ha piu’ saliva. E qualcosa le parla, e’ una voce, sicuro, ma bisognerebbe provare. Qualcuno crede che attinga, mentre lei strilla, perche’ e’ la sua stessa vita a farle cosi’ tanto male. E nessuno la stima. Nessuno le dà retta. Nessuno le bacia la bocca rossa come la terra. Nessuno la trapassa senza lasciare impressioni, niente l’attraversa abbastanza in fretta. Cassandra ha gli occhi svelti che accolgono il tempo, e la neve e la legna e i turbini grigi sulla sciarpa, prima ancora che arrivi l’inverno.

Leave me alone, Cassandra


(immagine di copertina: Francesca Anita Modotti)

venerdì 14 settembre 2012

MAMMA LI TARTARI


(Immagine dal film Mongol)



Forse mia madre, qui, non verra' mai. O forse verra' una volta, una sola volta nella vita. Chi puo' dirlo: magari riuscira', e sara' anche prima dei troppo tardi, nel tempo in cui si possono ancora usare le gambe per scendere tra le fasce e le parole per parlarne.
A me piacerebbe che vedesse (e ora) come stiamo vivendo. Come decespugliare abbia introdotto l'autunno nel nostro universo.

Da una settimana la campagna e' gialla. Se ci cammini in mezzo, all'aurora, la luce ti piove lenta in faccia. Gli ulivi piu' giovani li trasforma in nuvole e i muri a secco in bastioni, in terrazzi primitivi sottesi al villaggio con le capanne di paglia. E c'e', nel silenzio che si ode, il sonno di un popolo amico. E le more lasciate seccare sui rovi, sembrano il suo benvenuto, un segno di generosita' e abbondanza rinnovato ogni anno.
Qui pare di essere salvi, questo direi a mia madre passeggiandoci insieme se arrivasse stasera. E lei ne converrebbe. Sapremmo entrambi che non e' la realta', che e' solo una sensazione questa, ma di cosa si vive? Del resto pensarsi appostati al margine della battaglia, non migliora la situazione, non assegna in maniera piu' onesta le parti.
E si puo' vivere tutta una vita aspettando che arrivino i Tartari.

41 commenti:

  1. Non riuscirei mai a rimanere ai margini di qualcosa...no..MAI !
    Ho uno spirito presenzialista io ;)
    Buona giornata !

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    1. Se la metti cosi..allora anche io dipende :PPPP

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    2. sisi, mettiamola cosi' :)

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  2. Rimanere in attesa o andare?

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    1. bo? intanto all'aurora c'e' una bella luce. :)

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  3. Ecuba? è un bel po' che non la sento, mi ricordo che ai tempi dovetti intervenire trasformando in un uccello, così da salvargli la vita, il figlio di primo letto di suo marito e in tutta risposta il suo ammazzò il mio.
    dunque se passa di qui, meglio che mi giri alla larga.

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    1. no qui non e' Cuba, tranquilla... :PPPPPP

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  4. uno che sta ai margini dopo un po' se ne dimentica, specie nelle giornate in cui manca l'acqua e c'è da andare a maneggiare coi tubi... :)

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    1. e mamma li anfibi, che non te l'ho detto ma me li immaginavo arrotolarsi alle caviglie mentre ero nella melma, e mamma li pirana che per un attimo mi sono immaginata pure quelli sarà che assomigliava alla foresta amazzonica..

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    2. non volevo dirlo ma ...forza della suggestione e un certo gusto dell'orrido, "ciò che non ti uccide gli do una mano io" (cit)

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    3. ma quale orrido! Nessy e' bellissima. tu che ne sai... a malapena hai visto un ufo...

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    4. quello era vero.. verissimo, mamma li marziani!

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    5. anche Nessy, che te credi. tu come testimone hai Giorgio (evito di postare una foto di Giorgio per lasciare il dubbio sulla tua credibilita') io invece per testimone ho DYLAN DOG!

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    6. sei in una botte di ferro, non oso far competere Giorgio con Dylan Dog, non dopo la foto della testa incastrata tra il trave e lo sportello del pensile... altro che Tartari :D

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  5. hai dipinto così bene che ho visto la luce all'aurora e le nuvole di ulivi e le more seccate sui rovi...certo, lì pare di essere salvi e tua madre si sentirebbe sollevata e serena vedendo dove e come vivi...

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  6. Ai tartari quando invecchiano vengono le tarta-rughe.

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    1. le corazze invece le hanno da prima..

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  7. "Qui pare di essere salvi,...... Sapremmo entrambi che non e' la realta', che e' solo una sensazione questa, ma di cosa si vive?"
    è vero ci sono posti, luoghi - a volte anche persone - che ci fanno sembrare di essere in salvo, al sicuro, e temo anch'io sia solo una sensazione eppure è una delle più forti per farci andare avanti : credere che possiamo raggiungere qualcosa, anche solo un attimo di tregua. Si apettiamo sempre , Tartari o Godot , ma senza questa attesa-speranza sapremmo andare avanti ? Ho sentito molto questo tuo scritto.

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    1. Godot portera' salsa tartara. tu che porti? :P

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  8. Comunque non è mai troppo tardi e tutto il mondo è paese.
    E la mamma è sempre la mamma.
    Volente o nolente, levante o ponente.
    A prescindere.
    Non so se mi sono spiegato.
    Lo sappiamo tutti che è per questo che sianmo finiti dove siamo finiti.
    A volte masta un tuffo nel passato.
    Un tuffo dove l'acqua è più blu ....
    Chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato... scurdammose 'o passato, simm'e Napule, paisa'

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  9. moi ..... Latte dolce fritto .... specialità genovese semplice, ma da leccarsi le vibrisse miaooooùùùùùùùù

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    1. non io porto la solita carpa squamata.

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  10. quel cascare di rosso, ocra e verde imbrunito mi restituisce energia: ché son una contraddizione vivente! :/

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  11. bisogna trovare chi porta gli abbeveramenti ora ....

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    1. una delle mie pecore, ovviamente... :)

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  12. ho pensato un milione di volte qualcosa di simile. sì mi sarebbe piaciuto se finalmente avesse visto la mia casa. e una madre non è come far vedere la propria casa o le proprie cose agli amici. con la propria madre è diverso. lei, nonostante tutto è, no meglio, sarebbe, parte di noi. venne poi in un ottobre di un autunno precoce, come precoce è sempre l'autunno nella pianura padana, disse: siete proprio ciechi voi a non vedere!! cosa ?? non vedi che il melograno è malato? sta perdendo le foglie... sì siamo proprio orbi noi a non vedere l'Autunno e a non vedere soprattutto che nella bassa padana arriva prima che in Sicilia.

    Ti auguro che tua madre sia davvero come tu la pensi o come vorresti che fosse!!

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  13. Bello, bello.
    Il senso di sicurezza materno è, per me, il "qui pare di essere salvi" per eccellenza.
    Perchè anche quando cresciamo e ci diamo tutte quelle arie e sembriamo grandi e grossi e inespugnabili, ci sono dei momenti in cui ci rifugeremmo più che volentieri nelle braccia del "qui pare di essere salvi".
    O almeno, è così che io ho recepito il post.

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    1. e non saro' certo io a dire che l'hai recepito male.
      grazie silvia

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  14. qualcuno poco tempo fa mi ha detto "c'è una bella differenza tra chi scrive e uno scrittore e sta tutto nel sentire".
    E tu, decisamente, sai sentire.
    Oltre che vivere, ai margini, magari, per non smettere mai di essere solo te stesso. E tua madre potrebbe solo essere fiera di un figlio che ha scelto la libertà, come metro di vita.

    marianna

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    1. qualcuno anche a me ha detto qualcosa ultimamente... ma non ricordo cos'era :PPP

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  15. Io non so che direbbe mia madre se passasse di qui. Di sicuro non passerà mai. Due parole le avrei io invece da dire. Cose che non ho detto quando c'era tempo. E non cose carine. Ecco, quando si mettono al mondo dei figli, porcaputtana, bisogna saperlo fare. Non sono cose da fare alla cazzo di cane!

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